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Ricorre quest'anno il 65° anniversario dalla nascita a Papozze della "Repubblica di Bosgattia" e il 55° dalla sua chiusura. Molti, soprattutto i più giovani, si domanderanno di che cosa si tratta. E' presto detto. Nel 1945, appena finita la guerra, una piccola comunità di sognatori creò su di un'isola, che il grande fiume formava a Panarella di Papozze, subito dopo l'incile tra il Po di Venezia e il Po di Goro, un libero stato, con passaporto, moneta, francobolli e persino leggi. Una storia tra cronaca e fiaba. Ideatore fu il professor Luigi Salvini.
 
Nato a Milano nel 1911, verso i vent'anni era già noto per il suo singolare impegno linguistico e per la sua preparazione nel campo filologico, tanto che qualche anno più tardi venne nominato ispettore centrale per l'insegnamento delle lingue del Ministero della Pubblica Istruzione. Nel 1947 gli venne conferita per chiara fama la libera docenza in filologia slava. In Polesine il prof. Salvini, seguace di Diana, trovò i suoi due grandi amori: la moglie, la signora Matelda, figlia del celebre musicista adriese Nino Cattozzo, e la bellezza di questa terra incontaminata, una bellezza che volle far conoscere agli altri, soprattutto ai tanti amici in tutta Europa. A Bosgattia la vita iniziava a luglio e terminava quando settembre riserva all'uomo giornate sempre più corte per riprendere l'anno successivo. monetaChi andava alla "Tamisiana repubblica di Bosgattia" non poteva certo mettersi a pancia al sole, ma per vivere doveva arrangiarsi con quello che offriva la natura, del resto molto generosa, cacciando e soprattutto pescando. Banditi libri, giornali, radio, titoli culturali, discorsi scolastici e filosofici, barzellette di seconda mano, in questa sorta di zona franca del sentimento, all'insegna della libertà dai condizionamenti del quotidiano, la vita continuò felice sino al 1955. Proprio il 1955 fu anno intenso per il prof. Salvini e i suoi strettissimi collaboratori.la_cucina
Si celebrava il 10° anniversario, per l'occasione aveva coniato una moneta celebrativa di 14 çievaloro (così si chiamava la moneta di Bosgattia), al cambio un çievaloro valeva 5 lire, un francobollo (i francobolli servivano ad ornare le lettere e le cartoline) ed un diploma con medaglia per tutti i bosgattiani. Le barche della flotta della Repubblica, le reti da pesca, le tende e le attrezzature varie, tra settembre ed ottobre, erano, come sempre, state sistemate nei fienili dei contadini di Panarella, Bottrighe e Corbola. Tutto era pronto per un'altra indimenticabile stagione, invece per il prof. Salvini, proprio dall'inverno 1955 iniziò una lunga battaglia contro un male incurabile che ebbe il sopravvento il 5 giugno 1957.
Nella Repubblica di Bosgattia la cucina era collettiva e comune e si servivano piatti tipici del luogo: la minestra di pesce alla bosgatta, il risotto di cefalo, il rinatto (carpa) arrosto, i cefali alla griglia, i caifa (pesce gatto) in umido, i bisatti (anguilla) "da re", le uova alla bosgatta, il tamiso d'insalata mista. Ottimi i meloni e le angurie.
Con l'aiuto di Costantino Loiacono, chef del ristorante "Le Magnolie", l'Accademia ha voluto rivisitare in chiave moderna questa cucina popolare per dimostrarne tutta l'attualità.
Ne è uscito un menù presentato con successo in uno degli incontri conviviali a tema:
Antipasti: Storione in saor, Storione marinato;
Primo Piatto: Risotto con pescegatto, Risotto con luccio perca;
Secondo Piatto: “Anguilla da re” con spinaci alla parmigiana, patate prezzemolate e polenta, Fritto d’anguilla (bisatti fritti);
Dolce: Torta Paradiso farcita alle creme